Negli ultimi tempi l’attenzione di tutto il mondo è sui coronavirus (CoV), una tipologia di virus respiratori che causano malattie con conseguenze che vanno dal raffreddore fino ai casi più gravi di sindrome respiratoria acuta. Nello specifico, verso dicembre 2019, a Wuhan in Cina è emerso un nuovo coronavirus mai identificato nell’uomo. Il virus si manifesta con i sintomi tipici dell’influenza, ma nei casi più seri può portare a difficoltà respiratorie che richiedono il trattamento in terapia intensiva.

A partire da febbraio 2020 l’Italia, come in seguito altri paesi europei, ha registrato un record di casi di COVID-19. Molti stati nel mondo hanno deciso di chiudere le frontiere e di non consentire più l’ingresso agli italiani provenienti dalle aree a rischio. In questo clima di preoccupazione, gli italiani all’estero, si sono chiesti quali misure adottare e come stesse evolvendo la situazione.

In particolare, questo approfondimento è dedicato alla situazione covid in Spagna per tenere informati i tanti italiani in Spagna sugli sviluppi del virus in queste aree.

Situazione coronavirus in Spagna

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Novità Recenti: Negli ultimi giorni di ottobre 2020 la situazione Covid in Spagna si è fatta più seria e sono stati attivati coprifuoco e lockdown a Madrid e in altre aree del paese. Lo stato di emergenza è proclamato fino al 9 maggio 2021.

L’unica eccezione è rappresentata dalle Canarie dove i casi di coronavirus sembrano per ora sotto controllo. Infatti, dal 25 ottobre 2020 i turisti provenienti da Germania, Belgio e Regno Unito possono viaggiare a Tenerife, Lanzarote, Gran Canaria, La Gomera e Fuerteventura senza essere sottoposti a quarantena al ritorno. Ai turisti in arrivo alle Canarie verrà richiesta una prova di tampone con esito negativo eseguito nelle 72 ore precedenti al viaggio.

Le comunità autonome spagnole hanno capacità decisionale in merito agli eventuali lockdown quindi prima di metterti in viaggio è consigliabile leggere quali sono le misure messe in atto dalle città che visiterai. Viaggiare dagli Stati membri dell’UE + Schengen comunque è al momento consentito senza restrizioni.

Ricordati che la mascherina in Spagna è obbligatoria in tutti i luoghi a contatto con il pubblico come ad esempio supermercati, distributori, bar, locali, farmacie e negozi. E’ obbligatorio indossare la mascherina anche per strada e in tutte le situazioni pubbliche.

La situazione Covid-19 in Spagna peninsulare è grave e prima di qualsiasi viaggio in Spagna, è consigliabile prendere tutte le precauzioni necessarie evitando assembramenti e promuovendo il distanziamento sociale. Il governo italiano, la protezione civile e gli esperti consigliano a tutti gli italiani di restare a casa, viaggiare solo se strettamente necessario e limitare gli spostamenti anche all’interno della stessa provincia.

Prima di un viaggio controlla sempre le fonti ufficiali come il sito ViaggiareSicuri.it, il sito del Ministero della Salute spagnolo e il sito Re-open EU. Se ti trovi in Spagna e ti sembra di presentare i sintomi del coronavirus puoi chiamare il numero di emergenza 112.


Qual è stata la situazione Covid in Spagna nei mesi precendenti?

Il paese più colpito dal Covid-19 a marzo 2020 era l’Italia. Il giorno 10 marzo la Spagna ha quindi deciso di sospendere tutti i voli Spagna Italia per evitare l’aumento dei contagi. La sospensione ha riguardato i voli in arrivo e in partenza da qualsiasi aeroporto in Spagna, per e da qualsiasi aeroporto in Italia.

Il 13 marzo 2020 è stato dichiarato lo stato di massima allerta (inizialmente solo per 15 giorni), limitando la circolazione di persone e veicoli sia fra le province del paese sia da e verso i confini esterni. Il 4 aprile sono state prolungate le misure di emergenza fino al 26 aprile (poi fino all’estate inoltrata). Sempre il 4 aprile 2020 la Spagna ha ufficialmente superato l’Italia per numero di casi di COVID-19, confermandosi uno dei paesi più colpiti al mondo insieme a Stati Uniti e Brasile.

Dal 16 marzo al 1 luglio sono rimaste chiuse le frontiere tra Spagna e Portogallo con il permesso di viaggio solo per i cittadini portoghesi o spagnoli di ritorno nel loro paese, i residenti e chi avesse avuto un valido scopo professionale che motivasse il viaggio (es. autotrasportatori). Hanno potuto transitare anche i cittadini italiani che avevano necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia o in Portogallo.


Dal 21 giugno sono stati revocati i controlli alle frontiere interne per gli Stati membri dell’UE e gli Stati associati Schengen. In questo modo le persone che risiedevano nell’Unione Europea, Paesi Associati Schegen, Andorra, Monaco, Vaticano e San Marino non sono più stati sottoposti a quarantena o limitazioni. Dal 1 luglio 2020 sono stati revocati anche i controlli alle frontiere tra Portogallo e Spagna. Dalla metà di agosto alcune regioni italiane hanno stabilito misure di controllo e tamponi obbligatori per i cittadini italiani che rientravano da una vacanza in Spagna. Con l’aumento del turismo e della mobilità, la situazione dopo la metà di agosto nella Spagna continentale è peggiorata, con un numero di casi giornalieri spesso superiore a 10.000.

Primi casi coronavirus in Spagna

Fra i primi casi di COVID-19 in Spagna troviamo un turista tedesco a La Gomera una delle isole Canarie, un turista inglese a Palma di Maiorca e un cittadino italiano (un medico dell’alta Lombardia) con sua moglie a Tenerife.

In territorio continentale il primo caso é stato invece quello di una italiana a Barcellona trovata positiva al virus il 25 febbraio 2020.

Il centro spagnolo di coordinazione emergenze ha affermato più volte che la comunicazione e le operazioni di interscambio fra la Spagna e l’Italia sono sempre state molto efficienti, più che verso altri paesi. Come riportano alcune fonti, proprio l’efficiente comunicazione Spagna Italia ha cambiato fin dai primi momenti i protocolli clinici, iniziando a cercare il virus dove non era stato cercato prima. Di fatto fino al 24 febbraio il protocollo imponeva l’esecuzione di test diagnostici solo su persone che avevano viaggiato in Cina. Dopo i casi in Italia invece i protocolli sono cambiati e indagini più accurate hanno evidenziato come alcuni pazienti ricoverati per polmoniti di origini sconosciute (pur senza apparenti contatti con la Cina o con persone ammalate) erano in verità positive al virus. Questo significa che il virus era già presente anche in Spagna.

La Spagna ha affrontato l’emergenza con grande impegno, lavorando in forma coordinata con l’Europa e l’OMS.

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