Negli ultimi tempi l’attenzione di tutto il mondo è sui coronavirus (CoV), una tipologia di virus respiratori che causano malattie con conseguenze che vanno dal raffreddore fino ai casi più gravi di sindrome respiratoria acuta. Nello specifico, verso dicembre 2019, a Wuhan in Cina è emerso un nuovo coronavirus mai identificato nell’uomo. Il virus si manifesta con i sintomi tipici dell’influenza, ma nei casi più seri può portare a difficoltà respiratorie che richiedono il trattamento in terapia intensiva.

L’Italia a partire da febbraio 2020 ha registrato un record di casi di COVID-19, con numeri superiori a molti altri paesi europei. Alcuni stati nel mondo hanno quindi deciso di chiudere le frontiere e di non consentire più l’ingresso agli italiani provenienti dalle aree a rischio. In questo clima di preoccupazione, gli italiani all’estero, soprattutto i molti che si trovavano in Spagna, si sono chiesti quali misure adottare e come stesse evolvendo la situazione coronavirus Spagna.

Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare un approfondimento speciale per tenere aggiornati e informare i tanti italiani in Spagna sugli sviluppi del virus in queste aree.

Situazione coronavirus in Spagna

Al momento i casi di coronavirus in Spagna sono circa 251.000. Il 4 aprile 2020 la Spagna ha ufficialmente superato l’Italia per numero di casi di COVID-19, confermandosi uno dei paesi più colpiti al mondo insieme a Stati Uniti e Brasile. L’Italia rimane comunque nel mirino.

ULTIME NEWS: Dal 21 giugno sono stati revocati i controlli alle frontiere interne per gli Stati membri dell’UE e gli Stati associati Schengen. Non ci sono restrizioni di viaggio o requisiti di quarantena per le persone che risiedono nell’Unione Europea, Paesi Associati Schegen, Andorra, Monaco, Vaticano e San Marino. Dal 1 luglio 2020 sono revocati anche i controlli alle frontiere tra Portogallo e Spagna.

La mascherina è obbligatoria in tutti i luoghi a contatto con il pubblico come ad esempio supermercati, distributori, bar, locali, farmacie e negozi.


COSA E’ SUCCESSO NEI MESI PRECEDENTI:

Il giorno 10 marzo la Spagna ha deciso di sospendere tutti i voli Spagna Italia per evitare l’aumento dei contagi. La sospensione riguarda i voli in arrivo e in partenza da qualsiasi aeroporto in Spagna per e da qualsiasi aeroporto in Italia.

Il 13 marzo 2020 la Spagna ha dichiarato lo stato di massima allerta (inizialmente solo per 15 giorni), limitando la circolazione di persone e veicoli sia fra le province del paese sia da e verso i confini esterni.

Il 4 aprile sono state prolungate le misure di emergenza fino al 26 aprile poi fino all’estate.

Dal 16 marzo al 1 luglio sono rimaste chiuse le frontiere tra Spagna e Portogallo con il permesso di viaggio solo per i cittadini portoghesi o spagnoli di ritorno nel loro paese, i residenti e chi avesse un valido scopo professionale che motivasse il viaggio (es. autotrasportatori). Hanno potuto transitare anche i cittadini italiani che avevano necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia o in Portogallo.


Il governo italiano, la protezione civile e gli esperti hanno consigliato per mesi a tutti gli italiani di restare a casa, di viaggiare solo se strettamente necessario e di limitare tutti gli spostamenti anche all’interno della stessa provincia. Oggi la situazione è nettamente migliorata, ma prima di qualsiasi viaggio in Spagna, è consigliabile prendere tutte le precauzioni necessarie evitando assembramenti e promuovendo il distanziamento sociale.

Controlla sempre le fonti ufficiali come il sito ViaggiareSicuri.it, il sito del Ministero della Salute spagnolo e il sito Re-open EU prima di metterti in viaggio.


Casi coronavirus in Spagna

Fra i primi casi di COVID-19 in Spagna troviamo un turista tedesco a La Gomera una delle isole Canarie, un turista inglese a Palma di Maiorca e un cittadino italiano (un medico dell’alta Lombardia) con sua moglie nella località di Tenerife.

In territorio continentale il primo caso é stato invece quello di una italiana a Barcellona trovata positiva al virus il 25 febbraio 2020.

Nell’ultima settimana di febbraio Fernando Simón direttore del Centro de Coordinación de Alertas y Emergencias Sanitarias spagnolo aveva tenuto a specificare che, a differenza dell’Italia, il coronavirus in Spagna non era presente, non si stava trasmettendo e non c’erano casi fra gli spagnoli. Nonostante questo, a scopo precauzionale, è stata annullata la più grande conferenza sulla tecnologia mobile MWC (Mobile World Congress) che avrebbe dovuto tenersi a Barcellona proprio a fine febbraio 2020.

Sempre il centro spagnolo di coordinazione emergenze ha affermato più volte che la comunicazione e le operazioni di interscambio fra la Spagna e l’Italia sono sempre state molto efficienti, più che verso altri paesi (come ad esempio l’Iran).

Come riportano alcune fonti, proprio l’efficiente comunicazione Spagna Italia ha cambiato fin dai primi momenti i protocolli clinici, iniziando a cercare il virus dove non era stato cercato prima. Di fatto fino al 24 febbraio il protocollo imponeva l’esecuzione di test diagnostici solo su persone che avevano viaggiato in Cina. Dopo i casi in Italia invece i protocolli sono cambiati e indagini più accurate hanno evidenziato come alcuni pazienti ricoverati per polmoniti di origini sconosciute (pur senza apparenti contatti con la Cina o con persone ammalate) erano in verità positive al virus. Questo significa che il virus era già presente anche in Spagna.

La Spagna ha affrontato l’emergenza con grande impegno, lavorando in forma coordinata con l’Europa e l’OMS.

Se ti sembra di presentare i sintomi del coronavirus e ti trovi in Spagna puoi chiamare il numero di emergenza 112.

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