In queste settimane l’attenzione internazionale è tutta focalizzata sui coronavirus (CoV), una famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal semplice raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave. In particolare, a destare preoccupazione è un nuovo coronavirus mai identificato nell’uomo, segnalato per la prima volta a Wuhan in Cina a dicembre 2019. Il virus si presenza con i sintomi dell’influenza, con in più difficoltà respiratorie.

In Italia dalla fine di febbraio 2020 si è registrato un record di casi di COVID-19 rispetto ad altri paesi europei e la preoccupazione si è fatta sentire in molte zone del nord Italia. Ma non solo. Anche per gli italiani all’estero e per quelli che si trovavano nella penisola lusitana c’è stata molta preoccupazione, soprattutto sulle misure da adottare e su come stava evolvendo la situazione coronavirus Portogallo.

Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare un approfondimento speciale sul COVID in Portogallo per tenere aggiornati e informare costantemente i tanti italiani che per un motivo o per l’altro devono o vogliono viaggiare.

Situazione coronavirus in Portogallo

Al momento i casi di coronavirus in Portogallo sono circa 43.569.

Il Portogallo ha dato il benvenuto al turismo già a partire da giugno. Dal 16 giugno sono possibili i collegamenti aerei diretti con l’Italia. Nonostante questo molte compagnie aeree non sono ancora completamente operative. Il 1 luglio sono state riaperte le frontiere terrestri con la Spagna.

Rimangono invece sconsigliati i voli interni non necessari da e verso gli arcipelaghi di Madeira e Azzorre dove vi sono delle limitazioni per i passeggeri in arrivo.

In Portogallo c’è l’obbligo di portare la mascherina in tutti i luoghi a contatto con il pubblico, come ad esempio hotel, supermercati, negozi, farmacie e in generale in qualsiasi locale.

Nonostante il numero di casi fino alla fine di maggio sia stato piuttosto contenuto al punto da parlare di “miracolo portoghese“, a giugno e luglio in Portogallo si sono registrati un numero di casi di COVID crescente (circa 300 al giorno). A destare preoccupazione è soprattutto la zona di Lisbona.

COSA E’ SUCCESSO NELLE SETTIMANE PRECEDENTI:

Oltre ai controlli sui passeggeri in arrivo dall’Italia (con misure di tracciabilità dei contatti) il 10 marzo il Portogallo ha deciso di sospendere tutti i voli da Porto, Lisbona e Faro verso gli aeroporti di Milano Malpensa, Bergamo e Venezia.

Alcune compagnie aeree, a causa della riduzione della domanda di biglietti, hanno deciso di ridurre il numero di voli da e per il Portogallo. Fra queste TAP, la compagnia di bandiera portoghese, e Ryanair che ha sospeso la tratta Lisbona-Roma dal 17 marzo.

A partire dal 16 marzo e fino al 1 luglio sono state chiuse le frontiere tra Spagna e Portogallo e riattivati i controlli in ingresso e in uscita. Solo i cittadini spagnoli o portoghesi di ritorno nel loro paese, i residenti e chi aveva una giustificazione professionale (es. trasporto merci) ha potuto transitare. Bloccato invece il flusso turistico, ma hanno potuto transitare i cittadini italiani che avessero necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia.

Il Portogallo in data 18 marzo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, mentre la compagnia aerea TAP ha deciso di sospendere i voli da e per 75 paesi. Le misure di emergenza attuate dal Portogallo sono state molto simili a quelle attuate dall’Italia, con l’obbligo per tutti di rimanere in casa e di uscire dalle proprie abitazioni solo per motivi di lavoro, visite mediche o per fare la spesa.

In ottica di contenimento dei contagi, dal 9 aprile al 13 aprile è stata vietata l’uscita dal proprio concilio di residenza (salvo per motivi di salute ed esigenze impellenti) e gli aeroporti nazionali in Portogallo sono stati chiusi.


Il governo italiano, la protezione civile e gli esperti per mesi hanno consigliato a tutti gli italiani di restare a casa, di viaggiare solo se strettamente necessario e di limitare tutti gli spostamenti anche all’interno della stessa provincia. Ancora oggi prima di qualsiasi viaggio è meglio valutare attentamente la situazione e se lo spostamento è davvero improrogabile prendere tutte le precauzioni necessarie.

Controlla sempre le fonti ufficiali come il sito ViaggiareSicuri.it, il sito del Ministero della Salute portoghese e il sito Re-open EU dedicato ai viaggi in Europa prima di partire.


Casi di coronavirus Portogallo

Per quanto riguarda i primi episodi, il primo caso di portoghese con coronavirus si trovava a bordo della Princess Diamond, attraccata nel porto di Yokohama ed è un membro dell’equipaggio di 41 anni.

I primi casi di coronavirus in Portogallo registrati in territorio continentale sono invece apparsi a Porto il 2 marzo, quindi diversi giorni dopo l’allarme coronavirus in Italia. Si tratta di un uomo di 33 anni rientrato da Valencia in Spagna e di un uomo di 60 che ha viaggiato in Nord Italia prima di manifestare i sintomi.

Coronavirus Algarve

Il coronavirus in Algarve si è invece registrato il giorno 8 marzo: è una ragazza di 16 anni di Portimão che ha viaggiato nel Nord Italia durante la settimana di Carnevale.

E’ il primo caso di infezione da coronavirus in Algarve. La mamma è una professoressa, mentre le due sorelle frequentano altre due scuole della zona. La ragazza è stata portata a Lisbona per essere curata.

Nelle ultime settimane di giugno 2020 la situazione COVID in Algarve si è fatta più seria a causa di una festa illegale tenutasi nel concilio di Lagos che ha portato a diversi casi di coronavirus in tutta la parte ovest della regione.

Ospedali coronavirus Portogallo

Come riporta il sito del quotidiano Publico ci sono diversi ospedali di riferimento per il coronavirus in Portogallo. Fra questi a Nord l’Hospital de Braga, l’Hospital de São João a Porto, l’Hospital de Santo António, l’Unidade Local de Saúde (ULS) di Matosinhos e il Centro Hospitalar Tâmega e Sousa. Nel Portogallo centrale troviamo invece la ULS di Guarda e il Pediátrico di Coimbra.

Nella regione di Lisbona e nella Valle del Tejo i centri di eccellenza sono il Centro Hospitalar Universitário di Lisbona Nord (Hospital de Santa Maria e Hospital Pulido Valente) e quello di Lisbona Occidentale (Hospital de Egas Moniz e Hospital de São Francisco Xavier). In Alentejo l’ospedale idoneo per il coronavirus è la ULS Litoral Alentejano, mentre nella zona dell’Algarve l’ospedale di riferimento è il Centro Hospitalar Universitário do Algarve.

Se ti sembra di presentare i sintomi del coronavirus e ti trovi in Portogallo NON recarti in un centro di salute sul territorio, ma chiama il numero di emergenza 112 oppure la linea SOS 24 al numero: 808 24 24 24.

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