In questi mesi di allarme coronavirus tantissimi italiani hanno deciso di annullare qualsiasi viaggio all’estero per non rischiare di trovarsi ammalati in un paese straniero. Altri erano in procinto di partire proprio per il Portogallo e hanno subito la cancellazione dei voli da parte di compagnie aeree come Ryanair e TAP che hanno sospeso la maggior parte dei voli Italia Portogallo. Molti invece si trovavano già in terra lusitana e volevano rientrare in Italia ma non sapevano con quale mezzo partire.

In questo clima di confusione e di paura per la propria salute la domanda più frequente è quali fossero le misure preventive o restrittive per gli italiani in Portogallo o in arrivo dalle regioni del nord, centro e sud Italia. Di certo la situazione non è stata facile per nessuno, soprattutto considerando che le persone non viaggiano solo per turismo ma anche per lavoro e necessità familiari.

In Italia, nonostante i casi totali di coronavirus rappresentino una percentuale ridotta rispetto all’intera popolazione italiana, il virus fa ancora paura, a maggior ragione perché mette a dura prova il sistema sanitario e i reparti di terapia intensiva. Il 28 febbraio 2020 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus a livello “molto alto”. L’11 marzo il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che stiamo vivendo una vera e propria pandemia. In Portogallo il fenomeno nei primi mesi dell’anno è sembrato piuttosto contenuto, ma sia i cittadini che i politici sono sempre sembrati concordi sul fatto che la situazione poteva cambiare rapidamente.

Numero di contagi coronavirus Portogallo

Al momento i contagiati di COVID-19 in Portogallo sono circa 62.126.

I primi casi di coronavirus in Portogallo si sono registrati a partire dal 2 marzo, mentre il primo caso di coronavirus in Algarve è dell’8 marzo, quindi diversi giorni dopo l’esplosione di casi in Italia.

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Aggiornamenti misure coronavirus per italiani in Portogallo

ULTIME NEWS: Dal 1 luglio sono definitivamente aperte le frontiere terresti Spagna Portogallo. Il traffico aereo da e verso il Portogallo è stato sospeso ad eccezione dei voli provenienti dai paesi membri di Schengen e dall’Unione europea, cittadini che viaggiano per motivi professionali e umanitari urgenti o che detengono un permesso di soggiorno o vengono rimpatriati attraverso i meccanismi di assistenza consolare. Il trasporto aereo in generale è ridotto anche ad agosto.

E’ possibile spostarsi liberamente all’interno del Portogallo. Non c’è obbligo di quarantena. Solo per Madeira e Azzorre rimangono delle limitazioni.

COSA E’ SUCCESSO NEGLI SCORSI MESI:

Dal 2 marzo si sono applicate anche verso gli italiani in arrivo in Portogallo delle misure atte alla tracciabilità dei contatti.

A partire dal 10 marzo i voli Italia Portogallo da e per gli aeroporti di Milano Malpensa, Bergamo, Venezia sono stati sospesi. Dal 16 marzo fino al 21 giugno sono stati attivati i controlli alla frontiera tra Spagna e Portogallo. Hanno potuto circolare solo i cittadini spagnoli o portoghesi che rientravano nel loro paese, i residenti e chi aveva un valido motivo professionale per transitare (es. chi trasporta merci). Secondo il sito ViaggiareSicuri.it potevano però transitare i cittadini italiani che avessero necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia o in Portogallo.

Sul sito della Direção-Geral da Saúde portoghese il giorno 27 febbraio 2020 sono state diramate alcune linee guida sul coronavirus che riguardano anche gli italiani in procinto di arrivare in Portogallo o già presenti sul territorio portoghese.

Il 17 marzo la Protezione Civile portoghese ha inviato a 9 milioni e 300 mila cittadini un SMS con informazioni sui rischi legati al coronavirus. Di questi SMS 276 mila sono stati inviati in inglese a cittadini stranieri o emigranti.

Il 18 marzo il Portogallo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale fino all’estate. Anche la compagnia aerea TAP ha deciso di sospendere le operazioni da e verso 75 destinazioni.

Il 3 aprile si è deciso di estendere lo stato di emergenza nazionale fino al 17 aprile e poi ad oltranza. Le misure sono molto simili a quelle attuate dall’Italia, con la raccomandazione per tutti di rimanere in casa e di uscire solo per motivi di lavoro, visite mediche o per fare la spesa. Dal 9 aprile al 13 aprile vi è stato il divieto di uscire dal proprio concilio di residenza (se non per motivi di salute o emergenza) e gli aeroporti nazionali sono stati chiusi.

E per gli italiani in Portogallo che volevano rientrare in Italia? In base alla normativa vigente, per molti mesi sono stati VIETATI tutti i viaggi e gli spostamenti per turismo. Le autorità portoghesi hanno consentito tuttavia il transito in uscita e in entrata ai cittadini stranieri che intendevano far ritorno al proprio Paese di residenza. Chi rientrava in Italia dal Portogallo (e in generale dall’estero) doveva compilare una specifica AUTOCERTIFICAZIONE SUI MOTIVI DEL VIAGGIO, non poteva usare mezzi pubblici per ritornare alla propria residenza e doveva sottoporsi ad isolamento fiduciario per 14 giorni. Chi rientrava dall’estero con un volo poteva prendere un altro volo nazionale (ad esempio da Roma a Milano) o internazionale per raggiungere il luogo di residenza, purché non uscisse dall’area aeroportuale. Lo spostamento verso la destinazione finale doveva sempre essere giustificato da esigenze di lavoro, di salute o di assoluta urgenza.

Consigli coronavirus italiani in Portogallo 

In situazioni di crisi il primo consiglio è sempre quello di mantenere la calma, senza farsi prendere da due cattivi consiglieri: il panico e la paura. Il secondo consiglio invece è quello di rimanere informati, l’unica maniera per prendere delle decisioni razionali in merito al proprio viaggio, prima e durante.

Facebook può essere un mezzo per scambiare informazioni con altri connazionali sulla situazione coronavirus in Portogallo, ma non è sempre il più attendibile.

Gli organi ufficiali invece sono gli unici punti di riferimento concreti, oggettivi e affidabili. Fra questi:

  • Il sito del Ministero degli Esteri ViaggiareSicuri.it alla voce Aggiornamenti è una fonte insostituibile di informazioni.
  • Il sito Re-open EU con tante informazioni utili per chi vuole viaggiare in Europa
  • Se si tratta di un viaggio in Portogallo poi è consigliabile anche consultare il sito ufficiale della Direção-Geral da Saúde, un organo del Ministero della Salute portoghese.

Misure di sicurezza coronavirus italiani in Portogallo

Il Ministero della Salute portoghese consiglia a chi arriva da zone ad alto contagio coronavirus di rispettare le seguenti misure nei 14 giorni successivi all’arrivo in Portogallo:

  • Prestare attenzione alla comparsa di sintomi influenzali come febbre, tosse o difficoltà respiratorie.
  • Misurare la temperatura corporea due volte al giorno e registrare i valori.
  • Controllare se le persone vicine sviluppano sintomi quali febbre, tosse o difficoltà respiratorie.

Se noti i sintomi menzionati in te o in una delle persone a te vicine NON recarti nei centri di salute sul territorio (come cliniche, ospedale o pronto soccorso) MA telefona al SNS24 (808 24 24 24) oppure al 112 e segui le indicazioni che ti vengono fornite.

Prevenzione coronavirus per italiani Portogallo

Segue una lista di ulteriori consigli pubblicati dal Governo portoghese per chi arriva in Portogallo dal Nord Italia o dalle altre zone coinvolte dal coronavirus:

Lavati spesso le mani, con acqua e sapone, strofinandole bene per almeno 20 secondi.

• Lava le mani più spesso di quanto faresti sia prima che dopo la preparazione dei cibi, ma anche prima dei pasti, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani sono sporche.

• In alternativa per l’igiene delle mani puoi utilizzare una soluzione a base alcolica.

• Usa fazzoletti monouso per soffiare il naso.

• Getta i fazzoletti usati in un cestino e lavati immediatamente le mani.

• Prendi l’abitudine di tossire o starnutire nel braccio, con il gomito flesso, NON sulle mani.

• Evita di toccare gli occhi, il naso e la bocca con le mani sporche o contaminate da secrezioni respiratorie.

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