Dall’inizio dell’emergenza coronavirus in marzo 2020 molti italiani hanno deciso di annullare il proprio viaggio in Portogallo per non rischiare di trovarsi ammalati all’estero. Altri in partenza hanno visto la cancellazione dei voli da parte di compagnie aeree come Ryanair e TAP. Alcuni invece si trovavano già in terra lusitana e volevano rientrare a casa in Italia, ma non sapevano con quale mezzo partire. Di certo la situazione non è stata facile per nessuno, soprattutto considerando che le persone non viaggiano solo per turismo ma anche per lavoro e necessità familiari.

In un clima di confusione e di paura per la propria salute si vuole rimanere informati e sapere quali sono le misure preventive o restrittive per chi viaggia. In questo articolo puoi trovare un approfondimento sulle cose da sapere relativamente al Covid-19 per italiani in Portogallo.

Numero di contagi coronavirus Portogallo

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Nonostante i casi totali di coronavirus rappresentino una percentuale ridotta rispetto all’intera popolazione, il virus fa paura, a maggior ragione perché mette a dura prova il sistema sanitario e i reparti di terapia intensiva.

Quali sono le misure Covid-19 per italiani in Portogallo

ULTIME NEWS: Viaggiare in Portogallo dagli Stati membri dell’UE + Schengen per il momento è consentito senza restrizioni. Scopri tutti gli aggiornamenti per italiani in Portogallo sul sito Re-open UE.

Per Madeira a novembre rimane l’obbligo di presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza oppure in loco all’arrivo. Stesse misure anche per le Azzorre, con la differenza che se il test è svolto in loco è necessario rimanere in isolamento preventivo fino ad ottenere il risultato.

Fino al 15 novembre 2020 è stato attivato lo stato di calamità in tutto il Portogallo. In base al numero di casi per abitanti, il 70% della popolazione risulta confinato o sottoposto a misure di lockdown. Per questo motivo, prima di partire controlla le restrizioni messe in atto dalla città di destinazione.

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Consigli coronavirus italiani in Portogallo 

In situazioni di crisi il primo consiglio è sempre quello di mantenere la calma, senza farsi prendere da due cattivi consiglieri: il panico e la paura. Il secondo consiglio invece è quello di rimanere informati, l’unica maniera per prendere delle decisioni razionali in merito al proprio viaggio, prima e durante. Facebook può essere un mezzo per scambiare informazioni con altri connazionali sulla situazione coronavirus in Portogallo, ma non è sempre il più attendibile.

Gli organi ufficiali invece sono gli unici punti di riferimento concreti, oggettivi e affidabili. Fra questi:

  • Il sito del Ministero degli Esteri ViaggiareSicuri.it alla voce Aggiornamenti è una fonte insostituibile di informazioni.
  • Il sito Re-open EU con tante informazioni utili per chi vuole viaggiare in Europa
  • Se si tratta di un viaggio in Portogallo poi è consigliabile anche consultare il sito ufficiale della Direção-Geral da Saúde, un organo del Ministero della Salute portoghese.

Misure di sicurezza coronavirus italiani in Portogallo

Il Ministero della Salute portoghese consiglia a chi arriva da zone ad alto contagio coronavirus di rispettare le seguenti misure nei 14 giorni successivi all’arrivo in Portogallo:

  • Prestare attenzione alla comparsa di sintomi influenzali come febbre, tosse o difficoltà respiratorie.
  • Misurare la temperatura corporea due volte al giorno e registrare i valori.
  • Controllare se le persone vicine sviluppano sintomi quali febbre, tosse o difficoltà respiratorie.

Se noti i sintomi menzionati in te o in una delle persone a te vicine NON recarti nei centri di salute sul territorio (come cliniche, ospedale o pronto soccorso) MA telefona al SNS24 (808 24 24 24) oppure al 112 e segui le indicazioni che ti vengono fornite.

Covid-19 Portogallo: riassunto da febbraio a settembre 2020

Sul sito della Direção-Geral da Saúde portoghese il giorno 27 febbraio 2020 sono state diramate alcune linee guida sul coronavirus che riguardavano anche gli italiani in procinto di arrivare in Portogallo o già presenti sul territorio portoghese. Il 28 febbraio 2020 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus a livello “molto alto”.

Dal 2 marzo 2020 fino all’estate 2020 in Portogallo si è deciso di applicare delle misure atte alla tracciabilità dei contatti anche verso gli italiani in arrivo nella penisola lusitana.

A partire dal 10 marzo i voli Italia Portogallo (da e per gli aeroporti di Milano Malpensa, Bergamo, Venezia) sono stati sospesi. Dal 16 marzo fino al 21 giugno si sono attivati i controlli alla frontiera tra Spagna e Portogallo. Hanno potuto circolare solo i cittadini spagnoli o portoghesi che rientravano nel loro paese, i residenti e chi aveva un valido motivo professionale per transitare (es. chi trasportava merci). Hanno potuto transitare anche i cittadini italiani con necessità urgenti di far rientro al proprio luogo di residenza in Italia o in Portogallo.

Il 17 marzo la Protezione Civile portoghese ha inviato a 9 milioni e 300 mila cittadini un SMS con informazioni sui rischi legati al coronavirus. Di questi SMS 276 mila in inglese a cittadini stranieri o emigranti.

Primi casi Covid-19 Portogallo

I primi casi di coronavirus in Portogallo si sono registrati a partire dal 2 marzo 2020, mentre il primo caso di coronavirus in Algarve è dell’8 marzo 2020, quindi diversi giorni dopo l’esplosione di casi in Italia.

In Portogallo il fenomeno nei primi mesi dell’anno è sembrato piuttosto contenuto, ma sia i cittadini che i politici sono sempre sembrati concordi sul fatto che la situazione poteva cambiare rapidamente, come poi è successo in autunno 2020.

L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato la stato di pandemia. Il 18 marzo il Portogallo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale fino all’estate. Anche la compagnia aerea TAP ha deciso di sospendere le operazioni da e verso 75 destinazioni.

Il 3 aprile si è deciso di estendere lo stato di emergenza nazionale fino al 17 aprile e poi ad oltranza. Le misure sono state molto simili a quelle attuate dall’Italia, con la raccomandazione per tutti di rimanere in casa e di uscire solo per motivi di lavoro, visite mediche o per fare la spesa. Dal 9 aprile al 13 aprile vi è stato il divieto di uscire dal proprio concilio di residenza (se non per motivi di salute o emergenza) e gli aeroporti nazionali sono stati chiusi.

Dal 1 luglio sono state definitivamente aperte le frontiere terresti Spagna Portogallo. Nonostante questo però il trasporto aereo in generale è stato ridotto fino ad agosto 2020.

Rientro in Italia dal Portogallo

In base alla normativa, per molti mesi sono stati vietati tutti i viaggi e gli spostamenti per turismo. Le autorità portoghesi hanno consentito tuttavia il transito in uscita e in entrata ai cittadini stranieri che intendevano far ritorno al proprio Paese di residenza.

Per chi ha dovuto rientrare in Italia dal Portogallo (e in generale dall’estero) vi sono stati i seguenti obblighi:

  • compilare una specifica Autocertificazione sui Motivi di Viaggio
  • non usare mezzi pubblici per ritornare alla propria residenza
  • sottoporsi ad isolamento fiduciario per 14 giorni
  • non uscire dall’area aeroportuale se per rientrare dall’estero con un volo si doveva prendere un altro volo nazionale (ad esempio da Roma a Milano) o internazionale per raggiungere il luogo di residenza.
  • spostarsi verso la destinazione finale solo per giustificate esigenze di lavoro, di salute o di assoluta urgenza.

Prevenzione coronavirus per italiani Portogallo

Segue una lista di ulteriori consigli pubblicati dal Governo portoghese per chi arriva in Portogallo dall’Italia o dalle altre zone coinvolte dal coronavirus:

Lavati spesso le mani, con acqua e sapone, strofinandole bene per almeno 20 secondi.

• Lava le mani più spesso di quanto faresti sia prima che dopo la preparazione dei cibi, ma anche prima dei pasti, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani sono sporche.

• In alternativa per l’igiene delle mani puoi utilizzare una soluzione a base alcolica.

• Usa fazzoletti monouso per soffiare il naso.

• Getta i fazzoletti usati in un cestino e lavati immediatamente le mani.

• Prendi l’abitudine di tossire o starnutire nel braccio, con il gomito flesso, NON sulle mani.

• Evita di toccare gli occhi, il naso e la bocca con le mani sporche o contaminate da secrezioni respiratorie.

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